Ravenna, “brutale riorganizzazione alle Poste”: presidio della Cgil all’ufficio postale di piazza Garibaldi il 3 aprile

Ravenna
  • 01 aprile 2025

Cgil, Slc e Spi Cgil saranno in piazza Garibaldi a Ravenna, giovedì 3 aprile a partire dalle 11, di fronte all’ufficio postale del centro storico, per informare la cittadinanza sulla difficile situazione in Poste Italiane e sui referendum dei prossimi 8 e 9 giugno. “L’iniziativa avviene in un momento e in un luogo significativi – commentano Manuela Trancossi, Maura Masotti e Saverio Monno, segretari generali territoriali di Cgil, Spi e Slc –. Gli uffici postali, come i centri di distribuzione e recapito, sono nel mezzo di una brutale riorganizzazione che sta portando alla chiusura di centinaia di strutture fondamentali sul territorio”.

“Gli uffici postali erogano servizi fondamentali, soprattutto ad anziani e pensionati, per i quali la prossimità è ancora un valore imprescindibile – dicono i sindacalisti - . In tutto il Paese sono stati chiusi circa 700 uffici postali, molti altri osservano orari ridotti (con aperture a giorni alterni o chiusure pomeridiane) e migliaia di cittadini in tutto il Paese non ricevono più regolarmente la posta. In provincia di Ravenna, riorganizzazione dopo riorganizzazione, tra il 2012 e l’inizio del 2025, il personale si è pressoché dimezzato e sono aumentati gli straordinari, anche quelli non remunerati. Con l’ultima riorganizzazione, dall’inizio dell’anno, abbiamo preso atto della chiusura dell’ufficio postale di via Meucci e della riduzione delle giornate di apertura degli uffici di Coccolia, Fognano, Granarolo, San Zaccaria e Santerno. Saremo in piazza per promuovere la più ampia partecipazione al voto per i referendum del 8 e del 9 giugno, per spiegare che la precarietà del lavoro cancella il futuro di tutte e di tutti e impoverisce il Paese, ma anche per proseguire una mobilitazione contro le politiche industriali di Poste Italiane che si dimostra più sensibile alla remunerazione dei suoi azionisti, che al rispetto dei suoi dipendenti e dei suoi utenti. Il voto è davvero la nostra rivolta. Andare a votare, e votare cinque SÌ, può davvero restituirci un Paese più giusto, dare dignità al lavoro e alle persone”.

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