Rimini, delitto di Pierina: quella forte somiglianza tra l’ipotesi del Riesame e la versione di Manuela Bianchi

C’è un giallo nel giallo nella versione di Manuela Bianchi, la nuora di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa nel 2023. Quello che la donna ha confessato agli inquirenti lo scorso 4 marzo era già stato ipotizzato dal tribunale del Riesame in settembre.
Due le possibilità: o i giudici della libertà - ai quali i difensori di Louis Dassilva, amante della Bianchi, erano ricorsi per chiederne la scarcerazione - avevano letto tra le righe delle prove presentate dagli inquirenti, oppure la nuora ha preso spunto da quello che il Riesame ha ipotizzato.
«I rilievi della difesa potrebbero al più suggerire che Manuela possa essere stata a conoscenza e magari concorrente morale dell’omicidio - scrivono i giudici del Riesame - ma ciò non escluderebbe la responsabilità dello spietato esecutore dell’omicidio. Per completezza, deve aggiungersi che le stranezze di Manuela fatte rilevare dalla difesa sono compatibili non solo con una conoscenza del crimine antefatta, ma anche col fatto che lei quella mattina del 4 ottobre sia stata avvertita - al momento del suo arrivo nel garage dopo avere accompagnato la figlia a scuola- che vi era un cadavere da parte di chi aveva commesso il delitto; il che sarebbe potuto avvenire da parte anche di Louis, che quella mattina era a casa per l’incidente subito il 2 ottobre, e che già in passato in occasione del corteggiamento alla donna si era fatto trovare in spazi condominiali. Il preavviso di quanto era accaduto poteva essere stato accompagnato da accorgimenti per non far urlare la donna (ad esempio segnale di tacere, oppure mano sulla bocca di Manuela). Il tempo trascorso dall’arrivo al garage di Manuela fino alla sua ricerca di aiuti, sarebbe del tutto compatibile con questo ipotizzato colloquio con Louis».
Quanto descritto dal Tribunale del Riesame a settembre combacia in maniera quasi esatta con quanto “confessato” da Manuela Bianchi, una volta indagata per favoreggiamento, al sostituto procuratore Daniele Paci.
Perché il Riesame ipotizza questo scenario? È la stessa Cassazione che a questo punto, nella sentenza depositata sabato scorso, chiede ai giudici della libertà di argomentare meglio il passaggio. La lettura potrebbe essere duplice: da una parte la Bianchi sentitasi scoperta - e visti gli elementi in possesso della squadra mobile - ha confessato l’ovvio. Dall’altra parte, la ricostruzione dell’accaduto ipotizzato dal Riesame potrebbe aver “ispirato” una confessione sicuramente plausibile, ma forse non del tutto autentica.