Rimini, delitto di Pierina, Manuela Bianchi a “Storie italiane” su Rai1: “Ho mentito perché non volevo mettere Louis in cattiva luce, ma ora dico la verità”

Rimini
  • 01 aprile 2025

Lunga esclusiva questa mattina a Storie Italiane con Eleonora Daniele su Rai1 (visibile su www.raiplay.it) sul caso di Pierina Paganelli, uccisa nel garage della sua casa a Rimini nell’ottobre 2023, con le ultime rivelazioni di Manuela Bianchi che, sentita nei giorni scorsi in incidente probatorio, ha cristallizzato i suoi racconti del giorno della morte di sua suocera. “Della mattina del tre non ricordo molto, era un giorno come un altro - ha ricordato - mio fratello, saputo dell’incidente di Louis, è andato da lui ma nessuno ha aperto alla porta, poi ha incontrato mio padre che lo ha invitato a salire perché mia figlia era a casa. Quando sono tornata, abbiamo visto Louis sul balcone e l’abbiamo invitato a casa. Si appoggiava per non avere molto dolore, ma non ricordo se zoppicasse. Poi quando è andato via Louis, non siamo più usciti di casa, abbiamo deciso al momento di cenare insieme e di ascoltare l’adunanza. È durata un’ora e 45 minuti, mia figlia la ricordo sempre con noi sul divano. Non ricordo bene di cosa abbiamo parlato, io mandavo messaggi brevi ma non ricordavo neanche del messaggio di preoccupazione per il giorno dopo. Avevo confessato agli anziani che avevo un’altra persona nel cuore e avrei dovuto comunicare la mia decisione se abbandonare i testimoni di Geova o convertire la mia condotta interrompendo la relazione. Quando Loris è uscito, mi sono ricordata di mettere alla porta di mia suocera i panni che avevo lavato e stirato per mio marito, erano le 22.50 e ho fatto attenzione a non fare rumore”.

La mattina del 4 ottobre

E sulla mattina seguente ha raccontato: “Accompagnata mia figlia a scuola, alle 8.06 sono arrivata alla rampa, ho aperto la basculante e ho trovato Louis dalla parte della portiera. L’ho abbracciato come sempre e l’ho visto un po’ più tirato del solito, mi ha detto che mi doveva parlare, che c’era verso la porta tagliafuoco una signora che era scivolata, e di andare subito a chiamare il ragazzo del primo piano. Ho spalancato la porta e la signora sembrava non avere vita, arrivava pochissima luce ed era in una posizione anomala per una persona che è scivolata. La cosa che mi ha colpito è stata la sottogonna tagliata a metà. Sono corsa di sopra per le scale ad avvisare il ragazzo moldavo. Non ricordo le parole precise, ma è sceso con me e mi sono resa conto che dietro avevo Dassilva, non so dire quando è arrivato. Facciamo la prima chiamata, ho aperto la porta, ho fatto luce sulla persona e lì mi crolla il mondo addosso, era chiaro che era mia suocera”.

“Louis mi ha chiesto come mi sentivo, mi ha detto di stare vicino a ma io volevo spiegazioni - ha poi aggiunto - ho chiesto a Louis di cancellare cose sul mio telefono che potevano alzare i sospetti su di lui. Ero frastornata quando ho scoperto che era mia suocera, lì ho avuto qualche problema a pensare alla sua estraneità perché l’ha fatta trovare a me. Il primo contatto con lui è stato nel pomeriggio in questura ed ero molto combattuta. Inizialmente non ho detto della presenza di Louis perché non volevo metterlo in cattiva luce prima di chiarire con lui. Decido di raccontare la verità perché sono arrivata al punto di avere paura per la mia vita e quella di mia figlia e voglio protezione”.

“Quanto al “Dimmi che non dobbiamo temere niente per noi’ - sottolinea - l’ho formulata al plurale perché sapeva delle cose che mi aveva detto di fare e di non fare”, ha poi spiegato in riferimento alle prime dichiarazioni intercettate dalle telecamere della questura, “non c’è stata la risposta che volevo io, lui si riferiva alla relazione, io no. Ho avuto dubbi e sospetti e le mie paure si stavano materializzando, i dubbi mi passavano nella mente già dall’incidente di mio marito”

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