Christian Forcellini: “La mia priorità è una nuova legge sullo sport a San Marino”

Christian Forcellini è diventato da qualche giorno il nono presidente del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese, raccogliendo il testimone da cosa serve allo sport sammarinese, e quindi al Cons di cui è da Gian Primo Giardi che per dodici anni è stato il timoniere dello sport sul Titano.
Presidente, cosa serve per fare ulteriori passi avanti nelle sfide interne e internazionale che l’attendono?
«Innanzitutto vorrei dire che la mia candidatura è figlia di una sorta di continuità rispetto alla precedente presidenza, però è anche vero che si tratta di continuità nel rinnovamento, io ho le mie idee. Il prossimo passo a cui mettere mano, in accordo con la Segreteria di Stato allo Sport, è la redazione di una nuova legge sullo sport. L’attuale è del 2015, il nuovo testo dovrà essere il frutto della condivisione con il mondo dello sport, nell’ambito di un confronto con le Federazioni, il Cons, la Segreteria di Stato allo Sport, per redigere un testo che sia corrispondente alle nuove esigenze. Tra le priorità metterei anche mettere mano all’organigramma e alle strutture. Mancano risorse umane e figure professionali in posti chiave, inoltre le strutture del Cons devo essere a servizio delle Federazioni e non il contrario. Dunque, serve un Cons a servizio delle Federazioni. Altro fattore da affrontare è la politica degli impianti, la cui gestione sia del Cons, l’esternalizzazione ad altre società non sarebbe una scelta applicabile alla nostra realtà per questione di costi e logistica. Non esiste nessuna società di gestione che possa gestire i nostri impianti in maniera privata per fare degli utili. Poi penso a nuove politiche di promozione dello sport, per tutti, inclusivo, non solo per i giovani. San Marino è un paese che fa sport, un terzo degli abitanti è iscritto a Federazioni Sportive, ma bisogna dare anche il giusto spazio alle donne».
Gian Primo Giardi, il suo predecessore è un suo grande amico e lei è stato un suo grande sostenitore, nonché dirigente del Cons come membro del Comitato Esecutivo: quanto cambierà ora il suo programma rispetto all’ultimo quadriennio olimpico?
«L’eredità di Gian Primo è un lascito importante, ha ottenuto risultati notevoli. Io vorrei rivedere il supporto agli atleti di interesse nazionale, gli atleti d’elite devono essere messi in condizione di allenarsi e gareggiare senza distrazioni. Almeno per gli atleti d’elite deve esserci una formula che vada costantemente a supporto della loro attività e permetta loro di svolgere l’attività sportiva come professione».
Che valore dà all’aggiornamento e al rinnovamento dei quadri tecnici in un mondo di alto livello in continua evoluzione?
«La formazione e il rinnovamento dei quadri tecnici sono fondamentali se vogliamo raggiungere risultati importanti dobbiamo affidarci a tecnici di alto livello, questo già accade in alcune Federazioni dove ci sono persone preparate. Non ti puoi più affidare solo all’amatore che ha passione».
Quale sarà il programma del Cons dei primi cento giorni, diciamo il programma di primo impatto?
«Nei primi cento giorni sarò molto condizionato da scelte già fatte, per il semplice motivo che a fine maggio ci saranno ad Andorra i Giochi dei Piccoli Stati d’Europa, la nostre vera Olimpiade che coinvolge tutte le Federazioni, ma come ho detto voglio spingere subito sulle nuove regole previste dalla legge sullo sport attraverso confronti con la Segreteria di Stato allo Sport».
Lei è stato presidente della Federazione Tennis per 24 anni, quale sarà il futuro del tennis sul Titano e degli Internazionali?
«Sono assolutamente tranquillo, ci sono persone capaci per portare avanti il movimento, spero sia stato apprezzato il mio modo di condurre la Federazione, ma come ho detto sono sicuro di lasciarla in buone mani, inoltre una dirigente come Mahena Abbati rimane all’interno della Federazione stessa garantendo continuità e una capacità organizzativa di primo livello, del resto lei è stata la direttrice degli Internazionali quest’anno ed abbiamo ricevuto dall’Atp il premio come miglior Challenger d’Europa, quindi la Federazione crescerà ancora».
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