Il Cesena deve risolvere un rapporto conflittuale con il Manuzzi

Il doppio turno casalingo a cavallo della sosta, contro due squadre che alla palla al centro occupavano una posizione di classifica migliore, ha parzialmente ridimensionato le ambizioni del Cesena. Ragionando di pancia e con il solo ausilio dei risultati, un dato è inconfutabile: con appena un punto raccolto in 180 minuti, il Cavalluccio non è riuscito a fare il salto di qualità che ci si poteva aspettare dopo i 7 punti conquistati nelle 3 gare precedenti o, se preferite, gli 11 punti strappati complessivamente nei 5 turni che hanno preceduto Spezia e Juve Stabia. Come accaduto a metà novembre, il Cesena si è sgonfiato nel proprio momento migliore: nel girone d’andata, dopo aver conquistato due vittorie consecutive contro Sudtirol e Cittadella, i bianconeri di Mignani hanno conquistato appena un punto nelle tre gare successive contro Reggiana, Frosinone e Bari. Stavolta, dopo la “doppietta” con Cremonese e Salernitana, il Cavalluccio ha fatto leggermente meglio (2 punti) pur rallentando il proprio passo e ora ha l’obbligo di spingere nuovamente sul gas per evitare di perdere altre posizioni in classifica, uscendo di conseguenza dalla zona play-off. Nel confronto con il fatturato ottenuto nelle prime 12 giornate del girone d’andata, il saldo è tornato negativo dopo la sconfitta contro le Vespe: un girone fa, curiosamente dopo l’1-0 rifilato al Sudtirol, i punti conquistati erano 18, oggi sono invece 17 proprio alla vigilia della trasferta di Bolzano. Se lontano dal Manuzzi i bianconeri hanno cambiato passo nel 2025, è stato soprattutto il rendimento casalingo a condizionare il cammino del Cesena.
Meno punti
Un girone fa, in questo momento del campionato, Prestia e soci avevano vinto ben cinque partite in casa: 2-1 contro la Carrarese, 2-0 contro il Catanzaro, 4-2 contro il Mantova, 2-0 contro il Brescia e 1-0 contro il Sudtirol per un totale di 15 punti, ai quali va aggiunto il pari contro il Modena (2-2), mentre l’unica squadra ad espugnare l’Orogel Stadium era stata la Sampdoria (3-5). Oggi la musica è ben diversa, perché nel ritorno il Cesena ha vinto solo una partita al Manuzzi (2-0 contro la Salernitana), pareggiandone quattro (Cittadella, Bari, Pisa, Spezia) e perdendone sempre una (domenica scorsa contro la Juve Stabia). Dai 2.28 punti di media a partita nelle prime 7 gare dell’andata, oggi la squadra di Mignani viaggia a 1.16 punti a partita in casa nelle 6 gare del ritorno. Il calendario è stato indiscutibilmente più complicato (e lo sarà ancora, perché a Cesena sono attese un Frosinone reduce da quattro vittorie di fila, la capolista Sassuolo e la corazzata Palermo), ma il calo è stato evidente, fortunatamente nascosto dall’impennata del rendimento in trasferta.
Di rincorsa
Una delle cause di questa “allergia” al Manuzzi va ricercata nei copioni delle partite. Nelle prime 7 gare della stagione, in cui il Cavalluccio ha tenuto un passo da promozione, la squadra di Mignani riusciva sempre a passare in vantaggio (sei volte su sette), mentre oggi la musica è ben diversa. Considerando le partite casalinghe del 2025, la tendenza si è completamente ribaltata e solo una volta il Cesena ha sbloccato per primo la partita, in occasione del 2-0 alla Salernitana, con il gol di Prestia all’85’. Curiosamente si è trattato dell’unico successo casalingo del ritorno, mentre in tutte le altre gare i bianconeri hanno dovuto inseguire (raggiungendo Bari e Pisa), non sono riusciti a segnare (Cittadella e Spezia) o a rimontare (Juve Stabia). Discorso simile anche nelle ultime tre gare dell’andata: un punto contro la Reggiana in rimonta (1-1), zero punti contro la Cremonese (in vantaggio con Vandeputte) e un solo successo contro il Cosenza, nell’unica gara sbloccata per primi (Tavsan). Totale: nelle ultime 9 partite casalinghe, il Cavalluccio ha vinto solo due volte, proprio in occasione delle due uniche partite in cui la prima rete della gara è stata segnata da un giocatore del Cesena.
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