Simioni: “Ecco come è ripartita Rimini”

Il dopo Pesaro doveva dare delle risposte in casa RivieraBanca, con le due trasferte consecutive a Rieti e Avellino a rappresentare un banco di prova più che attendibile sullo stato di salute dei biancorossi.

La vittoria al Pala Sojourner e quella solida, perentoria, ottenuta domenica al Pala Del Mauro sugli irpini certificano la ritrovata verve dei ragazzi di coach Dell’Agnello che possono tornare a guardare con grande fiducia ed entusiasmo a questo rush finale di stagione. La Rinascita vuole continuare a soffiare sul collo di Udine mantenendo al contempo le distanze dal nuvolo di inseguitrici che affollano le zone play-off e play-in. Il tutto alla vigilia di due gare consecutive al Flaminio, il recupero con Cremona in programma giovedì sera e la sfida di domenica contro Vigevano.

Tra i grandi protagonisti della vittoria in terra irpina, spicca la prova monstre di Alessandro Simioni: 25 punti in 20’ sul parquet (4/5 da due, 4/4 da tre, 5/6 ai liberi, 3 rimbalzi e 27 di valutazione), high score in biancorosso e in carriera, visto che il precedente record apparteneva ai 23 punti in 40’ in campo nei quarti di finale della Coppa Italia a marzo 2022 quando Simioni indossava la canotta del Basket Ravenna contro Pistoia.

«Mi hanno battezzato, ho tirato libero le prime due conclusioni andate a bersaglio, poi subentra la fiducia, i compagni mi hanno cercato molto ed è venuta fuori una bella prestazione - ammette il lungo veneto -. Sono molto contento, in primis per il successo della squadra, che è la cosa che più conta. Quando poi c’è anche la prestazione personale, è tutto ancora più bello. Abbiamo approcciato bene il match, con il piglio giusto. Dovevamo aggredire la partita, Avellino è una squadra con molto talento nel quintetto, siamo stati bravi a incanalarla subito nei binari che volevamo, limitandoli tanto in area dove i vari Bortolin, Lewis ed Earlington sono sempre pericolosi».

Evidente il cambio di passo dei biancorossi post Coppa Italia, quando si è toccato il fondo di un febbraio difficile costellato da mille difficoltà. La chiave, per il centro biancorosso, l’unione del gruppo e la voglia, la presa di coscienza di non poter disperdere quanto di buono fatto fino a gennaio. «Stiamo raccogliendo i frutti del lavoro fatto dopo la Coppa Italia, da parte di tutti si è manifestato il desiderio di non voler buttare tutto quello che di buono avevamo costruito. Abbiamo attraversato settimane complicate, assenze, allenamenti a ranghi più che ridotti e questo aveva di riflesso influito sul morale. Volevamo dare a noi stessi una risposta, una sveglia: continuiamo a credere fortemente nelle nostre potenzialità e vogliamo continuare a crederci».

Per arrivare in scia a Udine allo scontro diretto in programma al Carnera il 13 aprile, c’è da allungare la striscia e superare al Flaminio Cremona e Vigevano, invischiate nella lotta salvezza. «Due gare da non sottovalutare, per continuare nel nostro percorso positivo, stiamo bene e vogliamo continuare a giocarcela fino alla fine».

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