RivieraBanca ci crede più che mai, l’Unieuro è in prepotente ascesa

È l’ultimo mese di campionato, tutto si decide in 27 giorni e c’è tanto, anzi tantissimo che in sole 4 partite (5 per il terzetto di vertice Udine-Rimini-Cantù considerando i recuperi di oggi e domani sera) dovrà essere sbrogliato una volta per tutte.
A partire dal verdetto più importante: la promozione diretta In A. Col doppio, pesantissimo successo esterno a Rieti ed Avellino, RivieraBanca tiene il discorso aperto e l’acquisto dalla Vanoli dell’ala 24enne Luca Conti, dimostra che la società vuole giocare fino alla fine per l’obiettivo promozione. Sia che possa arrivare già a fine aprile, sia che debba passare per i play-off. Per il primo traguardo o comunque per guadagnare la pole position nella griglia di partenza della post season, la doppietta con JuVi Cremona e Vigevano è basilare per i biancorossi. Con Udine e Cantù che, invece, affronteranno due trasferte (toste quella dei friulani a Milano e quella dei brianzoli a Torino), Rbr deve sperare di arrivare il 13 aprile al Carnera sul -2, per poi giocarsi aggancio e virtuale sorpasso in virtù del vantaggio nello scontro diretto, piazzando il colpaccio. Se lo facesse, ma presentandosi sul -4 come adesso, sarebbe determinante, invece, il turno successivo, durissimo per entrambe perché sul campo di due delle squadre con il migliore record casalingo: biancorossi a Bologna con la Fortitudo e Apu a Pesaro. Se Hickey e compagni cadessero, Rinascita Basket dovrà approfittarne. Se, però, il distacco rimanesse immutato e Udine vincesse lo scontro diretto, allora festeggerebbe contemporaneamente, e con due turni d’anticipo, l’ascesa in massima serie. E allora a Rimini non resterebbe che sperare in una battuta d’arresto, almeno, dell’Acqua San Bernardo, che oltre a Torino, può rischiare anche con Pesaro (ma si giocherà a Desio) e ad Avellino alla penultima.
Tutto dunque è ancora possibile, specialmente perché Rimini si è mostrata brillante come a inizio stagione. Una svolta lampo in soli dieci giorni dopo le quattro sconfitte filate tra campionato e Coppa. Una metamorfosi che ha tante ragioni alla base, ma anche una motivazione “amuleto”. Ricordate quando Sandro Dell’Agnello scelse di cambiare il quintetto, rimettendoci Tassinari e spostando Grande al ruolo di sesto uomo? Avvenne dopo una sconfitta con Cividale. Da allora Rimini perse una sola partita. Adesso, sempre dopo un ko con Cividale, ecco Alessandro Simioni ripromosso in quintetto. Risultato? Tre vittorie su tre. Solo un caso, forse, ma una mossa “non a caso”.
A quello che succede tra le tre contendenti, guarda con occhi quanto mai attenti adesso anche l’Unieuro. E chi l’avrebbe detto che all’imbocco dell’ultimo mese i forlivesi avrebbero avuto gli stessi punti di Cantù (anche se con una gara giocata in più)? Meraviglie, è il caso di dirlo, di un campionato pazzo e imprevedibile che conferma quello che da tempo pensiamo della squadra di Antimo Martino. Ossia che l’estremo livellamento sia più un fattore a suo favore che un problema. Sempre ammesso che Tavernelli e compagni abbiano davvero acceso il pulsante “continuità”. Lo diranno le prossime, determinanti sfide, ma intanto in tutto il girone di ritorno, solo Udine e Torino hanno fatto meglio dei biancorossi con i loro 22 punti conquistati. Forlì è a quota 20 con Pesaro, Bologna e Brindisi e saranno proprio i match casalinghi con queste ultime due a decidere il destino della regular season dell’Unieuro. Ancor più della trasferta di domenica a Rieti che, comunque, conta. Un blitz spingerebbe i laziali 4 punti sotto, ma poi fare tre su tre tra derby, sfida alla Valtur e chiusura a Cento al cospetto di una squadra che potrebbe essere già salva, resterebbe determinante per non farsi erodere il margine. Un ko, invece, darebbe a Rieti aggancio e 2-0 e scalzarla diventerebbe arduo stante il calendario più semplice di Monaldi e soci. Sta di fatto, però, che ballerebbero solo posizioni in griglia, è dopo che l’accesso ai play-off va messo sotto chiave.