Basket A2, Rbr, questione di made in Italy. Forlì “balla” tra 3° e 12° posto
Se il tempo potesse fermarsi e il calendario scorrere all’indietro anziché in avanti, si scoprirebbe come nel 2024, non esattamente a fine marzo, ma con la 33ª giornata di A2 appena andata in archivio, la stagione regolare sarebbe già terminata, fase a orologio compresa, e staremmo commentando gli esiti di garauno di play-off.
Nel 2025 invece ci sono ancora sei turni da giocare, anzi per l’Unieuro sette e addirittura per RivieraBanca otto e tutto è clamorosamente in bilico, con il caso più eclatante ed emblematico possibile e (in)immaginabile che tira in ballo proprio Forlì.
L’Unieuro, dopo un fine settimana di risultati a sorpresa e favorevoli, si ritrova sesta, ad appena due punti dal terzo posto, ma anche +2 sul 12°. Un magma che può aver due chiavi di lettura. Pessimisticamente può bruciare sia la Pallacanestro 2.015 sia Rimini, che mantiene viva la corsa alla promozione diretta, si avvantaggia su Cantù nella lotta per la prima testa di serie play-off, ma ha i play-in appena due vittorie sotto di lei. Ottimisticamente (anzi realisticamente), questo esasperato livellamento è il loro grande vantaggio.
Sì, perché se Udine dovesse salire in A il 27 aprile, qualcuno sa indicare chi, a partire dai play-in che faranno cadere già quattro tra le possibili pretendenti alla massima serie, sta dimostrando realmente di avere qualcosa in più delle altre?
Risposta: no, nessuno. Perché una squadra “superiore”, per quanto dimostrato sinora, non esiste. E quindi chiunque può sentirsi in diritto di bussare alle porte del Paradiso.
Superiore, per larghi tratti della stagione, lo era realmente stata Rimini, ma poi la commistione tra infortuni e calo tecnico le hanno fatto perdere la leadership e abbassato le quotazioni. Attenzione, però, perché quanto messo in mostra contro Pesaro riaccende Rbr e i riflettori. Per far sì che continuino a illuminarne il cammino e le aspirazione, è necessario, però, che dal doppio confronto in trasferta che la vedrà di scena domani a Rieti e domenica ad Avellino, Tomassini e compagni escano con almeno un successo. Per la classifica ma ancor prima per prendere consapevolezza interiore che il volto visto nel derby di venerdì è quello vero e antico, non imbellettato dalle motivazioni che forniva la sfida con Pesaro e dallo scatto d’orgoglio post Coppa Italia.
Queste conferme i biancorossi possono trarne dalla ritrovata fame e incisività di Marini e di tutto il gruppo “domestico”. Al netto dell’importanza soprattutto di Johnson, il grande valore aggiunto dell’andata era stato l’apporto in doppia cifra di media quattro giocatori italiani. E quattro hanno valicato i 10 punti anche venerdì. In tutto il girone di ritorno era successo solo con Torino. Anche se arrivò una sconfitta, è di questa dimensione che Rbr non può fare a meno.
Discorso analogo per l’Unieuro
Con la sola differenza che le due gare consecutive di questa settimana (con Avellino e Milano) Cinciarini e compagni le avranno al Pala Galassi. Due scontri diretti per rafforzare la propria posizione dentro i play-off, ma adesso per loro saranno tutti scontri diretti. A parte l’ultima giornata in casa di una Cento che potrebbe essere persino già salva, Forlì avrà 4 testa a testa in casa (gli altri due sono con Fortitudo e Brindisi) e una sola trasferta a Rieti. Tutto può succedere, ma meglio di così ai biancorossi non poteva andare perché li rende realmente padroni del proprio destino. E una squadra che nelle ultime undici partite ha ottenuto otto successi, deve iniziare a ragionare da squadra importante, senza più rimuginare sui passi falsi commessi contro Nardò e Livorno o sulla “non partita” disputata a Pesaro. Di simili passaggi a vuoto c’è chi ne ha avuti quanti, se non ancor più, della Pallacanestro 2.015 e allora questo è il momento di sfoderare personalità.
Quella che Harper ha messo in evidenza a Piacenza. Al di là della precisione balistica (che conta eccome) è stata la sensazione di essere un giocatore che vuole guidare la sua squadra e che sa riuscirci, quella che ha trasmesso. Ed era quanto maggiormente gli si imputava non riuscisse a incarnare. Se qualcosa può cambiare in tal senso, lo si vedrà già nei prossimi due match. Per Forlì sarebbe la svolta tanto attesa.
Nella giornata in cui tutta la pallacanestro italiana, e quello romagnola in primis, si stringono attorno al Basket Ravenna nel ricordo del presidente Roberto Vianello e nel doveroso omaggio a chi, con strenuo impegno e infinita passione, ha portato la città bizantina a essere per anni persino la massima espressione del basket di casa nostra, le due attuali portabandiera di Romagna vivono di interrogativi, delusioni e mal di pancia.
Troppi trentelli incassati
Rinascita Basket Rimini esce con le ossa rotte da quella Coppa Italia che Vianello vinse in B nel 2013 e sfiorò in A2 nel 2022. Ed esce con un evidente passo indietro rispetto alle sensazioni confortanti che, pur nella sconfitta, dall’ultimo impegno di campionato con Cantù erano derivate.
Un’illusione? Lo dirà solo l’immediatissimo futuro ma dopo il -27 casalingo con Orzinuovi, è giunto un -28 con Cividale che fa suonare forte il campanello d’allarme. Un mese intero senza vittorie è pesante per chiunque, tanto più per chi, se non alla promozione diretta, ha l’obbligo di pensare alla conquista della prima testa di serie play-off perché tale obiettivo se l’è meritato. E l’allarme risuona a livello mentale, perché Rimini il suo gioco abituale sta provando a farlo, ma se a una prima difficoltà sa anche reagire, alla seconda botta crolla. Il parziale d’inizio ripresa con Cantù e soprattutto, il 3-20 di fine terzo periodo in Coppa, indicano come la squadra non sia serena, senta troppo il non riuscire più a esprimersi come prima e questo la porta a sgretolarsi anche difensivamente. Perché, come afferma Ettore Messina, ormai nel basket odierno le squadre difendono bene se prima attaccano bene e Rbr ne è un esempio lampante. Nelle sei sconfitte maturate nelle ultime otto gare, RivieraBanca subisce 89,8 punti di media.
Sandro Dell’Agnello, che asserisce di avere capito ove risieda il problema, cambierà qualcosa nelle gerarchie e negli assetti in campo? Lo vedremo venerdì nel fondamentale derby con l’imprevedibile Pesaro. Gara che i biancorossi devono vincere perché poi affrontare le trasferte di Rieti e Avellino con il peso in testa di un ulteriore ko, diventerebbe ancor più difficile.
I macigni dell’Unieuro
Già, dovrà togliersene anche l’Unieuro-rebus di questo girone di ritorno. Una squadra che, se non approccia le partite con l’intensità giusta dall’inizio, poi non le riprende più. Già, perché Pesaro ha detto questo. Forlì può perdere, alla Vitrifrigo Arena a maggiore ragione, ma è il modo in cui i romagnoli hanno vissuto il match nel primo tempo a lasciare di sale. E sabato a Piacenza l’atteggiamento dovrà per forza essere quello di chi vuole sbranare l’avversario e non di chi pensa di avere un’immediata chance di riscatto che l’impegno con l’ultima della classe le offre.
Ciò detto, però, la sfida con la Carpegna Prosciutto ha fatto riemergere un problema irrisolto: l’incapacità di Demonte Harper a essere un riferimento offensivo per una squadra che di talento puro da sfoderare come fatto da Cantù nella due giorni di Coppa Italia, ne ha a dosi bassissime.
Nessuno pretende che Harper sia un McGee, ma studiando tutti i 40 stranieri attualmente schierati in A2, l’esterno dell’Unieuro è 25° per numero di tiri complessivi (campo e lunetta sommati), ma 38° per realizzazioni totali davanti ai soli Spencer di Rieti e Smith di Vigevano. Due lunghi che, però, hanno meno possessi e un indice di positività offensiva superiore al 52%. Harper, invece, si ferma al 39.2% nella media tra i 5.5 tiri realizzati su 14 tiri scoccati a partita. Questo dato lo relega al 40° posto su 40 stranieri. Il 39°? È Isiah Brown di Brindisi, ma con un indice del 43,8%, ben superiore a quello del forlivese. Continuare con lui, dove può portare l’Unieuro?
Intanto c’è una buona notizia: la visita ortopedica ha escluso lesioni al ginocchio sinistro di Riccardo Tavernelli. C’è ottimismo sul miglioramento delle sue condizioni, al punto che, con le terapie, si prova a recuperarlo già per sabato. La situazione è seguita di giorno in giorno e, se fosse necessario sulla base della risposta dell’articolazione ai trattamenti, verranno svolti accertamenti più approfonditi.