Ravenna, morto il “gatto sindaco” di Russi. Manifesti a lutto per Elio, oggi i funerali del micio adottato dalla città

Russi

«Ciao Sindaco, Russi non ti dimenticherà» e a seguire un cuoricino rosso. Questo semplice ma sentito addio si legge su quattro necrologi comparsi in paese accanto alla foto di un gatto bianco e nero. È Elio, il randagio a cui tutti volevano bene e che si è spento qualche giorno fa dopo una lunga malattia. Oggi alle 15, al Giardino della Rocca, il paese lo saluta per l’ultima volta.

La storia del «sindaco di Russi» - come lo ricorda affettuosamente la prima cittadina Valentina Palli - era quella di un micetto di strada di 14 anni che aveva saputo conquistare l’intero paese con la sua bontà, intelligenza e un pizzico di ruffianeria.

«Tutti i giorni alle 5 di mattina andava al Caffè Farini in piazza per prendere una fettina di prosciutto, poi passava dal negozio di animali accanto per fare colazione e dal macellaio per una ciotola d’acqua» - racconta Velia, russiana che con Dora e Valentina si è presa cura del micetto negli anni e ha fondato con loro la pagina Facebook «”Elio il gatto”.

Immancabile nella sua routine l’appuntamento settimanale al mercato cittadino. «Era estremamente intelligente: aveva capito che il martedì e il venerdì in piazza c’era il mercato e alle 8:30 in punto si faceva trovare davanti al pescivendolo per le sue tre alici», continua Velia. Pur non avendo una casa, Elio riusciva sempre a trovare un posto al caldo - soprattutto d’inverno - dove ripararsi la notte.

Velia lo ha conosciuto nel 2013, quando ha bussato alla sua porta: «Era una giornata di pioggia, una ragazza mi ha suonato al campanello con un gattino in mano chiedendomi se fosse il mio. Aveva 7 mesi, era castrato e fradicio. Me lo sono tenuta, ma ho capito da subito che era uno spirito libero e che non sarei mai riuscita a trattenerlo». Per qualche anno è rimasto da lei poi, quando ha preso un micetto con cui lui non andava d’accordo, se ne è andato. Nonostante non vivesse più stabilmente a casa sua, Velia non lo ha mai perso di vista e ogni volta che aveva problemi di salute si faceva carico - insieme a Dora e Valentina - delle cure. «Ne ha passate tante: quando era con me ha avuto un tumore all’orecchio, poi al naso e si è pure rotto il bacino. Le sue cure le pagava la comunità che lo amava con delle collette». All’inizio era un barattolo nel bar della piazza in cui chiunque volesse poteva donare qualcosa; poi con il tempo la raccolta fondi è passata su Satispay.

«I cittadini lo amavano immensamente. In poco meno di 24 ore abbiamo raccolto mille euro per le sue terapie di chemio. La gente donava anche 50 euro alla volta». L’affetto che Elio riceveva ogni giorno è stato il motore che ha spinto le amministratrici della pagina Facebook ad organizzare una commemorazione pubblica. «Non c’è un programma preciso: seppelliamo l’urna con le sue ceneri cremate e ognuno lo omaggia a modo suo, con un fiore, un dono o un ricordo. Nel punto della sepoltura una ceramista realizzerà anche una targhetta così che non venga mai dimenticato», spiega. Nell’ultimo mese - quando le sue condizioni di salute erano peggiorate - la sua assenza dai luoghi cittadini si era fatta sentire: «Era un randagio, ma un bel po’ fighetto. Era stanco e se n’è andato vivendo come voleva lui», conclude Velia.

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