Rimini, Stefano Mazzotti: “Io, primo bagnino Queer Vadis d’Italia. Per essere gay friendly non basta mettere una bandierina”

Rimini

Stefano Mazzotti - fondatore e titolare del bagno Community 27 di Rimini - è il primo bagnino in Italia ad aver ottenuto la certificazione “Queer Vadis” che la Regione vorrebbe estendere a più strutture nei prossimi anni.

Mazzotti ha raggiunto quel risultato - «certificato da un ente terzo», sottolinea con orgoglio - grazie al suo impegno umano e professionale come gestore di uno stabilimento che da 5 anni è ormai un punto di riferimento della comunità Lgbtq+ non solo riminese.

La passerella arcobaleno che colora la sabbia della Community 27 lancia un segnale di tolleranza e rispetto che arriva ben oltre i confini della Riviera. Ed è lì che, secondo Mazzotti, bisogna fissare l’obiettivo. «Faccio il bagnino dal 1994 - spiega - ma entrare all’interno dell’universo Lgbtq+ vuol dire occuparsi non solo di turismo, ma soprattutto di una sfera emotiva delle persone con cui entri in contatto. C’è il tema delll’accoglienza, certo, perché questa è un’azienda che ha bisogno di un certo tipo di fatturato, ma c’è anche altro. Serve una particolare sensibilità e anche una profonda conoscenza delle battaglie per i diritti che questo movimento ha affrontato».

Partendo dalla certificazione Queer Vadis, Mazzotti specifica subito un aspetto: «La teoria non basta, va poi messa in pratica. L’inclusione, ad esempio, non è solo quella verso i turisti, ma anche verso i lavoratori tuoi dipendenti».

E agli operatori chi stessero valutando di fare il passo in direzione dell’accoglienza gay friendly, Mazzotti mette in chiaro una cosa: «Una volta fatta la scelta non si torna più indietro. La Community poi è attiva non solo in spiaggia; noi sosteniamo anche iniziative come il Pride, ma pure una squadra di basket locale. Non basta una bandierina per essere “gay friendly”, questa è una presa di posizione netta contro i pregiudizi e le discriminazioni. Perché solo quando hai fatto quel passo capisci realmente che si tratta di cose che succedono ogni giorno» . E quelle “cose” un giorno, anzi una notte, della scorsa estate sono successe anche a lui. Quando qualcuno decise di vandalizzare il bagno e strappare le bandiere appese all’ingresso. «Mai come allora - dice - mi sono sentito convinto a continuare. Sono contento di essere stato il primo - conclude Mazzotti - ma sarò ancor più contento quando non sarò l’unico. Io credo che una terra come la Romagna e una capitale del turismo come Rimini, abbiano il dovere di lanciare un segnale forte».

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