Rimini. Omicidio Pierina, i consoli senegalesi in carcere da Dassilva

L’omicidio di Pierina Paganelli è un caso molto seguito anche dalle cronache dei quotidiani in Senegal, Paese di origine di Louis Dassilva l’unico indagato in carcere dal 16 luglio. Un clamore mediatico nel Paese africano arrivato a un punto tale da spingere il consolato senegalese in Italia a prendere contatti con la Procura della Repubblica di Rimini. Ieri pomeriggio, due funzionari del consolato senegalese a Milano hanno incontrato a Rimini il sostituto procuratore Daniele Paci al quale avrebbero offerto ampia collaborazione istituzionale. Il consolato in rappresentanza del Paese di origine dell’unico indagato per l’omicidio si è detto interessato principalmente alla verità dei fatti ed ha offerto la massima collaborazione agli organi inquirenti e giudiziari italiani. I funzionari poi hanno incontrato in carcere lo stesso Dassilva col quale avrebbero avuto un colloquio di circa un’ora e mezza. I contatti istituzionali si sono poi concretizzati anche con i legali di Dassilva, Riario Fabbri e Andrea Guidi.
Gli accertamenti
Intanto, il procedimento a carico del senegalese ritenuto dagli inquirenti della squadra mobile l’assassino della 78enne residente in via del Ciclamino, procede e lunedì, alle 12.30, nell’aula L del tribunale del Rimini è stato fissato davanti al gip Vinicio Cantarini il conferimento dell’incarico al consulente tecnico nominato dal giudice che analizzerà i dispositivi informatici, cellulari e orologi digitali, oltre al computer e ad un tablet, appartenenti a Dassilva e sequestrati nella perquisizione seguita all’arresto del 16 luglio scorso. Sui due telefoni cellulari, i quattro orologi digitali e i due computer portatili si cercheranno i messaggi tra Louis e la donna con cui aveva una relazione, la nuora Manuela Bianchi, e non solo. Importante sarà anche capire cosa è stato cancellato e quando. La Procura della Repubblica ha chiesto di estendere le analisi informatiche a partire da maggio del 2023, comprendendo così anche la data del 7 maggio quando Giuliano Saponi, marito di Manuela Bianchi fu coinvolto in un terribile incidente stradale. In quell’occasione, secondo gli investigatori fu proprio la moglie a sospettare e poi presentare una denuncia in Procura per il sospetto che il marito fosse stato aggredito volontariamente. Il gip però fissando l’udienza di lunedì prossimo ha già deciso che il periodo che si dovrà esaminare sarà solo quello strettamente connesso all’omicidio escludendo quindi l’incidente di Giuliano.