Rimini, il sindaco Sadegholvaad e i dazi di Trump: “Il Governo italiano ci mostri una strategia”

Rimini
  • 03 aprile 2025

Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad ha espresso in una nota il suo pensiero dopo i dazi imposti dal presidente Usa Donald Trump: “Lo ‘svelamento’ dei dazi nei confronti dell’Europa e del mondo da parte dell’amministrazione Trump apre da oggi scenari inediti anche per l’Italia e il suo comparto industriale. Già da parecchie settimane, anche sul nostro territorio, si respira la preoccupazione delle imprese e delle aziende che hanno in quello statunitense uno dei principali mercati per l’export. Ricordiamo solo qualche numero, tratto dal Rapporto sull’Economia Romagna 2024 della Camera di Commercio della Romagna. Nel 2024 il peso dell’export commerciale per la Provincia di Rimini riferito al prodotto interno lordo è stato pari al 26,4%, circa 2,92 miliardi di euro, in crescita del 12,6% rispetto al 2019, alla fase cioè pre-pandemica. Il 54,7% viaggia verso destinazioni extra Ue, di cui quasi il 13% (12,8%) fa riferimento al mercato statunitense, soprattutto legato a macchinari e apparecchi meccanici e prodotti tessili, dell’abbigliamento e calzature: Quella del territorio riminese è un’incidenza maggiore a quella delle altre province romagnole (Ravenna 8,6%, Forlì-Cesena 6,6%) e in linea con quella di Bologna (13,1%)”.

“Inutile dire - continua Sadegholvaad - che l’imposizione di nuovi e pesanti dazi da parte degli Usa in un quadro di generale rallentamento e di perdurante incertezza dell’economia globale non lasci dormire sonni tranquilli, soprattutto in considerazione del fatto che tra i principali settori che trainano le esportazioni verso gli Usa ci sono ambiti che rappresentano filiere radicate nel nostro territorio e più in generale in Regione quali la meccanica, l’agroalimentare con l’olio e il vino delle nostre colline della Valmarecchia e della Valconca, il grande polo del tessile in particolare tra San Giovanni in Marignano e Cattolica. Stiamo parlando di settori che grazie ad una produzione di eccellenza, know how e tecnologia hanno saputo conquistare negli anni importanti fette di mercati internazionali e che oggi rischiano di pagare lo scotto di queste estreme politiche protezionistiche statunitensi. Ribadisco quanto ho detto poche settimane fa: è urgente che il Governo, in stretta relazione con i partner europei, si strutturi con strategie per arginare le eventuali conseguenze di quella che potrebbe profilarsi come una guerra commerciale a tutti gli effetti e che soprattutto metta in campo politiche di sostegno concreto alle piccole e grandi imprese che reggono l’economia del Paese”.

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