Rimini. Gatto preso a fucilate si salva me resta cieco

Gatto impallinato, è salvo ma resterà cieco. I proprietari lanciano l’allarme: «Non è il primo caso». Se n’era andato martedì scorso per una delle sue scorribande ma all’imbrunire non era tornato, a differenza degli altri 4 gatti con cui divide una casa nel cuore di Villa Verucchio e le coccole dell’anziana proprietaria che aveva allertato il figlio Gilberto. Protagonista dell’odissea un gatto di 2 anni chiamato Giulio.
La storia
Il mistero si infittisce finché sabato scorso viene trovato «moribondo» in via Marti da un passante, poco distante dalla sua abitazione e quindi condotto al canile. Appreso dai social del rinvenimento, Gilberto si precipita sul posto dove il gattino, in preda ai dolori, lo riconosce subito. Viene poi sottoposto ad ulteriori accertamenti in una clinica veterinaria di Villa Verucchio, da cui è emerso che qualcuno gli aveva sparato. A testimoniarlo i pallini «provenienti da un fucile calibro 12» individuati nella sua testa dopo una radiografia. «Non solo è impossibili estrarli, visti i rischi - spiega -, ma i colpi esplosi hanno reso il nostro gatto un vegetale. Perde sangue dagli occhi e non mostra più un briciolo di vitalità. Una disavventura analoga è capitata, nella stessa zona, anche al micio di mio cugino». Ieri il signor Gilberto si è recato dai carabinieri che lo hanno invitato a segnalare l’episodio ai colleghi forestali. «Il peggio - conclude - è che questa non è stagione di caccia, per cui i colpi non sono partiti in modo accidentale. O si tratta di cattiveria o di ripicche per gli innocui comportamenti degli animali nella stagione degli amori». Certo è che Giulio è imbottito di antibiotici, colliri e antidolorifici. E, se un tempo aveva l’argento vivo addosso, «ora sonnecchia sempre, apatico e depresso, senza lasciare il garage».