Ravenna. Testamento falso: «l’autore è Bazzoni». L’ex politico dovrà pagare le spese legali

Ravenna

Un testamento falso. Nessun dubbio. Così come pare certo - parola della grafologa interpellata dal tribunale - che a redigerlo spacciandosi per il defunto sia stato Gianguido Bazzoni. Ci sarebbe la mano dell’ex coordinatore provinciale di Forza Italia 67enne, già consigliere regionale azzurro, dietro le ultime volontà apocrife di Luigi Pini. Lo dice l’esito della causa civile intentata dalla figlia del compianto bancario di San Pietro in Vincoli, scomparso il 7 giugno del 2021 all’età di 97 anni. Chiedeva di dichiarare nullo il documento che, tra le disposizioni, sollevava i debitori dal restituire le cospicue somme ricevute in prestito per un totale di 400mila euro; e da Bazzoni pretendeva il risarcimento dei danni dovuti alla contraffazione. L’ex politico, infatti, non solo figurava tra i beneficiari “dell’amnistia”, ma veniva indicato quale erede con il quale spartire in parti uguali un patrimonio di 5,8 milioni di euro.

La sentenza che porta la firma dei giudici Mariapia Parisi e Adriana Forastiere lo condanna ora al pagamento di 18.646 euro di spese legali, oltre ai costi sostenuti per la consulenza grafologica. Quanto ai danni rivendicati invece dalla figlia di Pini, la causa intentata con l’avvocato Stefano Spinelli non dispone alcun risarcimento, demandando al processo penale tuttora in corso ulteriori valutazioni sulla sua «eventuale malafede».

L’articolo integrale sul Corriere Romagna, in edicola

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