Ravenna, “licenziati per avere preteso una paga dignitosa”: il sindacato Sgb indice uno sciopero contro Itl e Magema

Ravenna
  • 27 marzo 2025

“Da novembre dello scorso anno, i lavoratori impegnati nelle pulizie e sanificazione in appalto presso il Macello Martini, organizzati da SGB, rivendicano un salario dignitoso, oggi fermo a poco più di 7 euro lordi all’ora”.

I lavoratori del sindacato Sgb hanno indetto uno sciopero senza preavviso per protesta contro la società appaltatrice Itl Servizi: “Costretti dall’indisponibilità al confronto della società appaltatrice, la ITL Servizi, ad alzare il livello dell’azione sindacale, dopo tre giornate di sciopero organizzate fra dicembre e gennaio, il 17 febbraio i lavoratori hanno di nuovo incrociato le braccia, ma in questa occasione senza dare alcun preavviso all’azienda ed iniziando l’astensione a turno già iniziato, creando un forte rallentamento nella produzione nello stabilimento. Allo sciopero riuscito, anche per la totale adesione dei lavoratori impegnati nel turno, ITL e Magema (la cooperativa che gestisce il macello per conto di Martini Carni) hanno reagito con la rappresaglia antisindacale, licenziando i cinque lavoratori, iscritti a SGB, che avevano organizzato l’azione sindacale. L’accusa ai lavoratori è quella di avere, con lo sciopero, bloccato la produzione e avere attentato al benessere degli animali in attesa della macellazione. Uno “stravagante” illecito ritenuto da ITL e Magema penalmente sanzionabile, tanto da richiedere l’intervento dei Carabinieri per fermare lo sciopero”.

“Le accuse infondate rivolte ai lavoratori, tra cui il pretesto del benessere animale - continua la nota - rivelano una strategia per criminalizzare lo sciopero, completata con le più disparate accuse ai lavoratori, confezionate ad arte anche per giustificare la richiesta dell’intervento delle forze dell’ordine, di fatto utilizzate, a loro insaputa, per intimidire i lavoratori.

Come sindacato abbiamo raccolto prove che dimostrano il carattere punitivo del licenziamento, che ha evidentemente l’unico scopo di allontanare gli iscritti di SGB dallo stabilimento, per reprimere definitivamente ogni iniziativa sindacale e ogni richiesta di miglioramento del trattamento economico per i lavoratori in appalto.

Malgrado le prove prodotte dal sindacato, da parte di ITL Servizi e Magema (a cui è stato anche richiesto un incontro, senza ottenere risposta) vi è stata solo la conferma dei licenziamenti. Le società hanno inoltre rifiutato di esibire i filmati che hanno ripreso i fatti del 17 febbraio, sebbene ne abbiano dichiarato il possesso ai Carabinieri, consapevoli che quei filmati avrebbero smascherato la loro ricostruzione tendenziosa dello sciopero.

Se è evidente l’illegittimità dei licenziamenti da parte di ITL, non possiamo non rilevare le responsabilità della società Magema (e di Martini Carni, per la quale gestisce il macello) il cui interesse è quello di tenere bassi i costi dell’appalto.

Non pare certo un problema per Magema se ITL Servizi, con diversi cambi societari, continui da anni ad aggiudicarsi l’appalto, pur avendo con le precedenti società (prima con P.H.F.C., poi con SAG Pulizie e SAG srl) sottratto ai lavoratori parte della retribuzione con finti part-time e persista oggi nel corrispondergli un salario da fame.

Mentre Magema si dichiara preoccupata per il benessere degli animali, ignora chi, con 7 euro l’ora, non arriva a fine mese, dimostrando di essere in realtà interessata solo a fare profitti, anche se sulla pelle dei lavoratori.

I licenziamenti sono già stati impugnati nei confronti di ITL Servizi, ma la nostra iniziativa non si può fermare all’azione legale.

Per questo, nei prossimi giorni organizzeremo un presidio di fronte al Macello Martini, in solidarietà ai lavoratori licenziati e pretenderne il loro immediato reintegro, in difesa del diritto di sciopero e del loro diritto alla lotta sindacale contro lo sfruttamento negli appalti, per giusto salario”.

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