Ravenna, intossicazioni da monossido aumentate del 32%

RAVENNA - Il centro iperbarico di Ravenna è sempre più un punto di riferimento per la cura di diverse patologie e in occasione del convegno che si svolgerà domani all’hotel Cube di Ravenna abbiamo tracciato un bilancio delle attività con l’amministratore del centro Piergiorgio Marotti, partendo da un dato di fatto. Anche questo inverno il centro iperbarico è stato fondamentale per rispondere con tempestività ed efficacia alle richieste d’aiuto delle strutture ospedaliere per la cura degli intossicati da monossido di carbonio: «Siamo di fronte a un’emergenza che non si arresta – spiega Marotti -. Numeri alla mano, i primi tre mesi del 2025 presentano un aumento dei casi del 32% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Siamo di fronte a una crescita sostanziale. Dal 1 gennaio al 31 marzo scorsi, la nostra struttura ha preso in carico 57 pazienti, quando nell’analogo periodo dell’anno precedente erano stati 43. Ogni anno, in autunno cerchiamo di sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto a questa tematica, ma ancora oggi non vediamo una riduzione dei casi. Nella maggior parte, si tratta ancora una volta delle conseguenze dell’utilizzo di bracieri improvvisati oppure di impianti malfunzionanti. I primi casi si presentano in autunno all’arrivo dei primi freddi, poi il picco si registra nei mesi più freddi dell’inverno. Nella nostra struttura giungono pazienti da tutta la Romagna, ma anche dall’Emilia, fino alla zona di Bologna. Riceviamo inoltre persone dalle Marche e dall’Umbria. Quest’anno abbiamo accolto anche una persona da Teramo. Ci sono casi che richiedono interventi urgenti e siamo attrezzati anche per questi. Prima di arrivare da noi, le persone transitano nei Pronto soccorso, dove viene effettuata una prima valutazione».