Cesenatico, espulso dall’Italia, cambia il cognome e assume quello della madre per tornare a spacciare

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Era stato espulso dall’Italia dopo aver accumulato reati e condanne in Lombardia. Era rientrato grazie a una particolare normativa albanese che permette di assumere abbastanza agevolmente il cognome della madre per poter così aggirare i divieti di ritorno: presentandosi di nuovo in Italia con lo stesso nome ma un “nuovo” cognome sulla carta d’identità ed il passaporto.

Lo hanno comunque identificato ed arrestato gli uomini della polizia locale di Cesenatico. In un residence della riviera aveva sistemato la sua nuova centrale di spaccio di cocaina B.R: 26enne sul cui smercio di droga e la capacitò di rifornimento sono in corso ulteriori indagini.

L’attività della PL di Cesenatico non s’arresta anche in fatto di lotta alla droga dunque: in un colpo solo 128 grammi di cocaina recuperati, sequestrati 4.000 euro in contanti, e arresto di un pregiudicato che in passato era già stato condannato anche per furti e rapine fatte altrove.

Nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio con impiegati tre equipaggi (tra le 18 e le 24) in servizio di perlustrazione, una pattuglia (che stazionava a Palazzo del Turismo, in viale Roma) ha notato un uomo in sella a una bici cambiare bruscamente direzione e percorso alla vista delle divise. Insospettiti per l’atteggiamento gli agenti hanno seguito le mosse del sospetto fino alla Vena Mazzarini, per poi decidere di fermarlo per accertamenti. Addosso aveva 400 euro in contanti e della cocaina. L’albanese di 26 anni era sprovvisto di documenti di identità e si rifiutava di declinare le proprie generalità e comunicare il domicilio. Con sé aveva semplicemente una sola tessera magnetica (di apertura) di un residence “non identificato”. A fronte delle reticenze nel parlare del fermato, gli agenti hanno iniziato a mappare i vari residence aperti a partire da quelli della zona. Fino a trovare il residence il cui cancello si apriva con quella tessera magnetica, lungo la vena Mazarini. In camera il 26enne aveva 4.000 euro in contanti, un bilancino di precisione e 128 grammi di cocaina allo stato grezzo, per un valore stimato di oltre 25.000 euro. L’albanese dunque è stato arrestato per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Prima di essere condotto presso le camere di sicurezza del Comando di polizia locale di Cesena, lo straniero è stato fotosegnalato presso la stazione carabinieri di Milano Marittima che ha collaborato per giungere alla compiuta identificazione dell’uomo. Malgrado il cambio di cognome fatto in Albania prima di rientrare in Italia, si è così riusciti ad associarlo alle rapine, alle condanne ed alle espulsioni del passato. Su disposizione del pm di turno della Procura della Repubblica di Forlì l’uomo è stato tradotto al carcere di Rimini in attesa dell’udienza di convalida: visto che il carcere di Forlì non accettava più (in quel momento) detenuti uomini “per sovraffollamento”. Lunedì 24 febbraio il gip ha convalidato l’arresto per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, disponendo per il 26enne (difeso dall’avvocato Silvia Zoli) la misura del divieto di dimora in Emilia-Romagna.

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