Forlì, schiacciato da un braccio meccanico sul lavoro, operaio rimasto invalido chiede 1.8 milioni

Un “pallettizzatore”, il cui braccio non doveva essere in movimento, era entrato in funzione mentre a ridosso dello spazio dove di solito la macchina “impila le uova” c’era un operaio. Schiacciato dal peso e dalla morsa del braccio meccanico, è vivo per miracolo. È iniziato ieri nell’aula del giudice Federico Casalboni (dove l’accusa è sostenuta dal pm Emanuele Daddi) il processo per l’infortunio avvenuto il 20 marzo 2022 nello stabilimento di San Lorenzo in Noceto della Sabbatani, dove per le lesioni sul lavoro ad un oggi 50enne di Santa Maria Nuova (difeso dall’avvocato Giulia Versari), sono imputati il legale rappresentante dell’azienda e quello che era il responsabile della sicurezza sul lavoro, entrambi assistiti dall’avvocato Giuseppe Mazzini.
A raccontare i fatti per come li ricorda, viste anche le lesioni dilanianti patite e un’operazione non facile, è stato prima l’ex dipendente dell’azienda, un operaio che da allora non ha più potuto lavorare in alcun contesto. L’uomo ora porta addosso una percentuale d’invalidità tale che, dopo aver ricevuto dall’assicurazione aziendale 100mila euro di anticipo sui danni patiti, l’Inps gli deve erogare anche 500 euro al mese di diaria. In attesa di poter essere assunto come categoria protetta in contesti dove possa lavorare, chiede un risarcimento civile per le lesioni patite di 1,8 milioni.