Faenza, recupero dell’intera area alluvionata dell’ex mulino Batticuccolo vicino al Lamone

Un sito pubblico di proprietà comunale, particolarmente devastato dall’alluvione del maggio 2023, sarà riportato alle condizioni precedenti.
Anzi, oltre a prefigurare un ripristino rigenerativo dell’intera superficie, vi saranno anche nuovi spazi per l’associazionismo, il volontariato, la pubblica utilità o quant’altro si deciderà di metterci.
Si tratta del complesso, a ridosso del Lamone, dell’ex Centro civico rionale in via Renaccio 76 (mulino Batticuccolo), che fu sede in varie fasi anche del rione Giallo, dei volontari della Protezione Civile, di un circolo ippico e perfino di un’oasi felina gestita dall’Enpa.
«L’area – afferma l’assessore comunale alla Protezione Civile, Massimo Bosi - è stata inserita nelle rigenerazioni di somma urgenza e gode di un finanziamento commissariale intorno ai 200mila euro per essere riportata alle condizioni precedenti l’alluvione. Resteranno gli edifici storici ma saranno abbattuti alcuni baraccamenti precari e incongrui, gravemente danneggiati esistenti nel comparto. In seguito al totale ripristino vi potranno essere nuove assegnazioni».
Le operazioni preliminari di sgombero, demolizione e pulizia sono iniziate da poco, con lavori assegnati alla ditta Amadei Costruzioni che provvederà tra l’altro all’apertura di varchi per il passaggio di mezzi e all’allestimento generale dell’area del cantiere. Finora nessun intervento era stato avviato e lo storico complesso pareva avviato ad un pietoso destino, anche perché trovandosi in una zona “vulnerabile” era ragionevole chiedersi se valesse la pena recuperarlo.
L’esondazione ha infatti lasciato sul sito quantità enormi di fango, detriti, masserizie inutilizzabili: l’acqua aveva raggiunto il primo piano degli edifici e, una volta defluita, i danni sono subito risultati evidenti. Ora il materiale alluvionato sarà smaltito a norma, differenziandolo, al fine di garantire il recupero delle frazioni riciclabili, riutilizzabili o da destinare alla realizzazione di materie prime seconde.
Nella prima fase si procederà alla bonifica dell’eternit presente in zona e successivamente si metterà mano alle demolizioni. Ne risulteranno recuperati ampi spazi verdi, per i quali è prevista la semina di un prato.
Quando nei primi anni del 2000 vi restò insediata per circa un decennio la Scuola di equitazione e Circolo ippico faentino (Cifa), che si occupava anche di terapie per i disabili e di tempo libero per i giovani dei Cre faentini, il rimpianto Vittorio Zama, che lo gestiva, aveva individuato in quel luogo enormi potenzialità legate proprio al mondo dei cavalli. In un’intervista dell’epoca spiegò come fosse facile accedere agli argini del Lamone, avviando escursioni lungo tutta l’asta fluviale senza interferire con il traffico stradale. L’idea era sostenuta dalla presenza delle ex stalle rionali, prima dell’avvento del nuovo Centro civico rioni.