Cesenatico, assicurazioni catastrofali obbligate: albergatori denunciano assurdità su mareggiate e bombe d’acqua

Obbligo assicurativo contro le catastrofi: sollievo tra gli albergatori dell’Adac di Cesenatico per la proroga, ma ora si chiede di correggere alcuni aspetti per i quali, a detta del presidente dell’associazione che li rappresenta, Alfonso Maini, «c’è bisogno di più buon senso». Federalberghi apprezza il decreto con cui si è deciso di rinviare l’obbligo di stipulare polizze per proteggersi da calamità, come avevano chiesto le imprese, già sofferenti a causa del caro bollette. La proroga - afferma Maini - «dà anche l’opportunità di fare un tagliando alla norma, che mostra evidenti segni di affaticamento prima ancora di avere iniziato il primo giro di pista». Pur prendendo atto del fatto che lo Stato non riesce a farsi carico di tutto, gli albergatori considerano maldestre alcune delle soluzioni proposte. «Bisogna capire con certezza, come nel caso di Venezia, se le mareggiate e l’acqua alta dal mare, che non sono infrequenti a Cesenatico e sulla costa romagnola, siano comprese come evento rimborsabile - dichiara il presidente di Adac -. Abbiamo 8.300 chilometri di costa, ma anche il maremoto, che il più delle volte non è altro che un terremoto con epicentro in mare, non è protetto. Quanto alle alluvioni, se sono causate da precipitazioni intense, come sempre più frequentemente accade, le cosiddette bombe d’acqua, come successo in Emilia Romagna, l’assicurazione non paga».
A tutto ciò si aggiunge il fatto che si interviene a gamba tesa su contratti già stipulati tra privati, chiedendo agli inquilini di pagare al posto dei locatori l’assicurazione sugli immobili, per di più lasciando intendere che l’eventuale risarcimento andrebbe al proprietario. Insomma, «chi propone questo tipo di polizze è un signore che vi presta l’ombrello quando c’è il sole e lo rivuole indietro appena incomincia a piovere, con l’aggravante causata dal fatto che, essendo obbligatorio acquistare l’ombrello, è molto difficile negoziare il prezzo».
Federalberghi chiede dunque che il Governo e il Parlamento, durante l’iter alle Camere del decreto, si facciano carico della necessità di migliorare la normativa, quanto meno correggendo quegli aspetti che vanno contro il buon senso.
Infine, si chiede che anche lo Stato faccia la sua parte, rinunciando all’imposta del 22% che grava su questo tipo di polizze.