Cesena, una commissione itinerante alla scoperta della futura Pinacoteca Oir

Cesena

Dallo scalone monumentale che parte dall’antico portone di ingresso intarsiato in legno (ancora oggi visibile e che verrà mantenuto), alle enormi volte originali a vista. Arcate e nicchie nascoste. Decorazioni e affreschi. Alcune risalenti al Quattrocento, periodo di costruzione; altre ricollegabili a ristrutturazioni successive, di cui la più rilevante nel XVIII secolo. Travi in legno a sostegno al secondo piano, anch’esse riconducibili al 1.700.

Sono alcuni reperti artistici riaffioranti agli occhi degli addetti ai lavori di riqualificazione e restauro di Palazzo Oir, in Piazza della Libertà: sede della futura pinacoteca cittadina. Due piani (più pian terreno) di un ex ospedale che sarà adibito a ospitare l’esposizione permanente dei quadri della pinacoteca comunale e della collezione appartenete alla Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena.

Il palazzo verrà organizzato in maniera funzionale e rispetterà tutti i criteri della normativa in vigore per i musei. «Dopo aver già avviato una fase di adeguamento sismico - ha spiegato la direttrice del cantiere Silvia D’Elia ieri durante la commissione consiliare itinerante che si è riunita sul cantiere - si procederà al consolidamento della struttura nella sala di accoglienza, verranno analizzati e studiati i trenta solai per arrivare ai 500kg a metro quadrato di sostegno come previsto dalla legge. Quanto alle decorazioni rinvenute - riporta - verranno ripulite e si sceglierà quali lasciare visibili».

L’assetto della futura mostra: «Ogni stanza avrà delle esposizioni - illustra D’Elia - con le opere collocate tra le finestre e illuminate da un sistema di ‘wash light’ con dei faretti a terra che emettono un fascio di luce dall’alto verso il basso. Tutte le sale saranno dotate di impianti che monitorano la percentuale di umidità con appositi deumidificatori e griglie di areazione. Per la corretta conservazione delle opere esposte». Previste anche due sale multimediali.

Secondo il progetto la fine lavori sarà nel 2027. «Nell’arco del 2025 - riassume il collega Daniele Saragoni - finiremo i lavori strutturali. Così da permettere ai tecnici, nel 2026, di iniziare il montaggio di tutti gli impianti». Gli interventi più urgenti e imminenti: «In questa primavera metteremo mano al solaio del secondo piano - prosegue - e al tetto. La prossima settimana monteremo i ponteggi sul retro per poter accedere alle due coperture. Le smonteremo e le ristruttureremo per adeguarle alle richieste del piano antisismica. Quanto al tetto rifaremo le travi, il tavolato e la copertura per evitare future infiltrazioni di pioggia».

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