Cesena, assicurazioni obbligatorie: l’editore alluvionato Casalini spara a zero contro tutti

L’obbligatorietà delle assicurazioni contro le catastrofi naturali manda su tutte le furie un imprenditore noto che è stato pesantemente colpito dall’alluvione del maggio 2023: Marzio Casalini, al timone della casa editrice “Il Ponte Vecchio”. Dando voce a un malessere molto diffuso, spara a zero contro tutti. Prima di tutto contro il Governo, che «ancora una volta dimostra di non avere alcuna cura degli interessi degli italiani, costringendo a pagare per le polizze somme attorno a 5mila euro all’anno». Una mazzata insopportabile per chi è stato già enormemente danneggiato dall’esondazione del Savio. Il colpo di grazia dopo quanto si è già passato, prima a seguito della disgrazia e poi scontrandosi contro la burocrazia che rende complicatissima e lenta la liquidazione dei pochi risarcimenti che si aspettano.

Casalini cita il caso della sua attività, che dopo «60mila euro di libri andati al macero e danni enormi ai muri» della società editrice ha «bruciato l’utile degli ultimi due anni nelle spese dirette e indirette del post alluvione, senza che sia ancora arrivato 1 euro di aiuti».

Con una situazione del genere, l’assicurazione obbligatoria - avverte - rischia di mettere definitivamente in ginocchio “Il Ponte Vecchio”, così come tante altre aziende già provate. E - aggiunge - gli imprenditori che hanno macchinari costosi pagheranno ancora di più dei circa 5mila euro medi per tutelarsi.

Tra l’altro, fa notare che questo sistema delle assicurazioni private rischia di prendere piede in diversi settori, anche quando non sono obbligatorie per legge ma rischiano di diventarlo nei fatti: per esempio nella sanità, dove se uno vuole «garantirsi un minimo di prestazioni» per ripararsi dallo smantellamento in corso del Ssn pubblico «si spendono non meno di 1.500-2.000 euro».

Oltre a prendere di mira il Governo Meloni, e le compagnie assicuratrici, che «se ne approfittano vergognosamente» e a cui augura di «subire quello che è capitato a noi», Casalini non risparmia però frecciate anche al Pd, sua parte politica: «Manca la capacità che aveva il Pci di organizzare un’opposizione efficace. Mi aspetterei una forte presa di posizione e un’azione forte del segretario nazionale e regionale del partito, davanti a questa ignominia delle assicurazioni obbligatorie. E invece vedo che Elly Schlein non è riuscita a spostare l’asse del Pd a sinistra se a Roma come in Regione si tace su queste cose che toccano le vite delle persone».

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